Si arrampica sugli alberi, ma gorilla non è. Che cos’è?

Premetto che solitamente sono molto scettico sulle attrezzature fotografiche e, in maniera particolare, su quelle che si adattano indistintamente a macchine professionali, a compatte digitali ed a smart phone. Come tutte le regole, però, ho trovato l’eccezione in un regalo molto gradito. Si tratta di Gorillapod , termine nato dalla contrazione di gorilla e tripod, cavalletto.
gorillapod

L’originale, quello che ho io, è prodotto da Joby, ma ho visto che in commercio ne esistono molti altri simili. Gorillapod ha varie dimensioni, capaci di sostenere carichi diversi, persino telecamere e flash esterni. La testa è in acciaio inossidabile; le gambe si compongono di piccole sfere, ricoperte da un anello di gomma, che ruotano l’una dentro l’altra mimando i movimenti delle nostre articolazioni. I modelli Gorillapod più grandi sono per le macchine DSLR, quelle con gli obiettivi intercambiabili, e possono sostenere un carico massimo di 3 o 5 kg.

Il Gorillapod è molto più leggero di un comune cavalletto e, di conseguenza, più portabile. Per queste caratteristiche, è adatto soprattutto per le escursioni naturalistiche anche perché garantisce inquadrature da punti di vista particolari, spesso ottenibili solo se si portasse con sé una scala! Con pazienza ed attenzione, si può posizionare ed attaccare su qualsiasi tipo di superficie. L’unico aspetto di cui tenere conto è il peso degli zoom troppo lunghi. In questo caso, la testa di Gorillapod può fare un po’ di gioco, ma basta rispettare le portate massime per stare tranquilli. Secondo me, è il regalo perfetto per l’appassionato di fotografia e per il professionista.

gorillapod 2Avete mai provato Gorillapod? Cosa ne pensate?

Leave a Reply