Fotografia naturalistica vs paesaggistica. E le trappole per fotografi.

Non è sempre facile distinguere nettamente un genere fotografico da un altro: spesso la chiave di lettura non è nel saper individuare il vero soggetto della fotografia, bensì nell’intenzione del fotografo.
pavone che fa la ruota Cornacchia grigia
E’ il caso della distinzione tra fotografia naturalistica e paesaggistica (di cui ho già parlato qui). Il confine tra fotografia naturalistica e paesaggistica è talmente labile che, secondo alcuni, la seconda rientrerebbe nell’ambito della prima, insieme alla macrofotografia. Sintetizzando, la fotografia naturalistica ha come scopo primario quello di documentare flora e fauna immerse nel loro ambiente naturale; nella fotografia di paesaggio, invece, il luogo scelto è il protagonista in tutta la sua totalità e complessità.
Una mucca al Parco Nazionale d'Abruzzo

Spesso i soggetti preferiti dei fotografi naturalisti sono gli animali selvatici. Per fotografarli, però, i lunghi appostamenti e la tanta pazienza potrebbero non bastare e si ricorre al cosiddetto “fototrappolaggio”, cioè piccole stazioni fotografiche a infrarossi non invasive che permettono di fotografare gli animali che entrano nel raggio d’azione del sensore. Le trappole per fotografi sono molto utili per accertare la presenza di specie autoctone che altrimenti sarebbe quasi impossibile rilevare.

In generale, laddove si documenta lo svolgimento di un fenomeno o la presenza di animali nel loro habitat, si parla di fotografia naturalistica. In merito alla fotografia naturalistica, quali sono le vostre esperienze?

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